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Vangelo di Luca cap21

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Luca 21

 

Avendo poi guardato in su vide coloro che gettavano nella cassa del tesoro le loro offerte ricchi.

2 Vide ancora una certa vedova indigente che gettava là due spiccioli,

3 e disse: Veramente  vi dico che questa vedova povera ha gettato più di tutti:

4 tutti essi infatti gettarono nelle offerte dall’abbondante a loro , ma essa dalla sua indigenza gettò tutta la vita che aveva.

5 E parlando alcuni a proposito del tempio poiché era stato adornato di pietre belle e di doni votivi disse:

6 Queste cose che vedete  verranno giorni in cui non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.

7 Lo interrogarono allora dicendo: Maestro, quando dunque queste cose saranno e quale sarà il segno quando queste cose staranno per accadere?

8 Egli allora disse: Guardate che non siate ingannati. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: Io sono e: Il tempo è vicino. Non andate dietro a loro.

9 Ora quando udite di guerre e di rivolte, non siate spaventati: è necessario infatti che prima avvengano queste cose, ma non è subito la fine.

10 Allora diceva a loro: Si leverà popolo contro popolo e regno contro regno,

11 terremoti grandi e di luogo in luogo ci saranno carestie e pestilenze , ci saranno terrori e segni grandi dal cielo.

12 Ma prima di tutte queste cose  metteranno su voi le loro mani e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti ai re e ai governatori a causa del mio nome:

13 risulterà a voi per testimonianza.

14 Ponete dunque nei vostri cuori di non premeditare di difendervi:

15 io infatti vi darò una bocca ed una sapienza a cui non potranno contrastare o contraddire tutti quelli che sono contro di voi.

16 Sarete poi consegnati anche dai genitori e dai fratelli e dai parenti e amici, e ne metteranno a morte tra di voi,

17 e sarete odiati da tutti a causa del mio nome.

18 ed un capello dalla  vostra testa non sarà perduto.

19 Con la vostra pazienza guadagnate le vostre anime.

20 Ora quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che è vicina la sua devastazione.

21 Allora quelli in Giudea fuggano nelle montagne e quelli in mezzo ad essa escano e quelli nei campi non entrino in essa,

22 poiché essi sono giorni di vendetta per compiere tutte le cose scritte.

23 Guai alle donne che hanno in ventre ed alle allattanti in quei giorni: sarà infatti tribolazione grande sulla terra ed ira a questo popolo.

24 E cadranno per bocca della spada e saranno fatti prigionieri in tutte le genti, e Gerusalemme sarà calpestata dalle genti, finchè non siano compiuti i tempi delle genti.

25 E vi saranno segni nel sole e nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia delle genti in disagio per il fragore del mare e dei flutti,

26 verranno meno gli uomini dalla paura e per l’aspettazione delle cose venienti al mondo, infatti le potenze dei cieli saranno scosse.

27 E allora vedranno il figlio dell’uomo veniente in una nube con potenza e gloria grande.

28 Ora incominciando ad accadere queste cose drizzatevi e levate in alto le vostre teste, perché la vostra liberazione è vicina.

29 E disse a loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi:

30 quando germogliano già, vedendo, da loro conoscete che l’estate è già vicino.

31 Così anche voi, quando vedete accadere queste cose, conoscete che è vicino il regno di Dio.

32 Amen dico a voi che non passa affatto questa generazione finchè tutte queste cose avvengano.

33 Il cielo e la terra passeranno, le mie parole non passeranno affatto.

34 Ora state attenti a voi stessi affinché non si appesantiscano i vostri cuori in ubriacature e troppo bere e preoccupazioni della vita e sopraggiunga su voi improvvisamente quel giorno

35 come un laccio: Infatti verrà sopra a tutti i sedenti sulla faccia di tutta la terra.

36 Vigilate allora in ogni tempo pregando affinché abbiate la forza di sfuggire tutte queste cose che stanno per accadere  e di stare di fronte al figlio dell’uomo.

37 Era poi di giorno insegnante nel tempio, ma la notte essendo uscito pernottava all’aperto sul monte chiamato degli Ulivi.

38 E tutto il popolo era di buon mattino presso di lui nel tempio per ascoltarlo.

 

 

 

 

 

 

Avendo poi guardato in su vide quelli che gettavano nella cassa del tesoro le loro offerte ricchi.

Abbandonata una polemica terra terra contro i cuori falsi, Cristo guarda in su dove stanno le cose vere e si fa dono a Dio; vede coloro che gettano nella cassa del tesoro del tempio: sono ricchi. Sembra quasi la regola e la norma: danno dei beni di questo mondo coloro che li possiedono, i poveri nulla possono e debbono dare. Ma vi è anche l’eccezione. 

2 Vide ancora una certa vedova indigente che gettava là due spiccioli,

In mezzo a tanti indigenti che non danno nulla vi è anche chi dà qualcosa: poco in rapporto ai ricchi, tutto in rapporto alla propria indigenza.

Gesù coglie l’occasione che gli è offerta da questo confronto per insegnare.

3 e disse: Veramente  vi dico che questa vedova povera ha gettato più di tutti: 4 tutti essi infatti gettarono nelle offerte dall’abbondante a loro , ma essa dalla sua indigenza gettò tutta la vita che aveva.

Il dono che ognuno fa al Signore è valutato e considerato in rapporto a quello che possiede. Non si dà a Dio per fare Lui ricco, non ne ha bisogno, ma per fare noi poveri.

Chi dona a Dio tutto ciò che possiede, fosse anche molto poco, dà più di tutti coloro che offrono il loro superfluo, anche se l’offerta è generosa.

E’ gradito ed accetto a Dio l’uomo che per amore suo, si spoglia di ogni proprio bene. Il povero non è dispensato dal dare tutto ed il ricco non è giustificato quando dà molto e nonostante ciò molto gli rimane ancora.

Imparino i poveri: per Cristo ci si priva anche del necessario per vivere. Imparino i ricchi: non si dà mai abbastanza, se non si arriva all’indigenza. Discorso duro, perché ciò che viene dato a Dio raramente intacca il minimo necessario per una vita in proprio. C’è anche chi per Cristo fa dono di tutto quello che possiede, per essere suo in eterno. Chi dona  se stesso ad un altro, si fa schiavo dell’altro. E’ questa l’offerta più gradita a Dio: il Signore si prenderà cura di noi. Non i beni da noi posseduti saranno garanzia di vita, ma l’amore e l’assistenza premurosa di Dio.

5 E parlando alcuni a proposito del tempio poiché era stato adornato di pietre belle e di doni votivi disse: 6 Queste cose che vedete  verranno giorni in cui non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.

La rivelazione in Israele ha una sua sostanza, che è il culto all’unico vero Dio; ha anche un suo apparato culturale ed artistico che fa da corollario. Il tempio di Gerusalemme era considerato una delle sette meraviglie del mondo e attirava molti fedeli e visitatori. Certamente l’uomo è più attratto da ciò che cade immediatamente sotto i sensi, come il bello, ed è molto meno interessato all’intelligenza della rivelazione nel suo essere in Cristo e per Cristo. Per questo verrà il tempo in cui sarà tolto tutto ciò che ha parvenza esteriore e rimarrà solo ciò che ha valenza spirituale.

Gesù profetizza la distruzione del tempio che avverrà qualche anno dopo ad opera dei Romani nel corso di una guerra sanguinosa e devastante che vedrà la fine di un’epoca della storia di Israele.

7 Lo interrogarono allora dicendo: Maestro, quando dunque queste cose saranno e quale sarà il segno quando queste cose staranno per accadere?

Una profezia di tale portata non può certo lasciare indifferenti quelli che ascoltano: verrebbe spontaneo a chiunque chiedere il tempo. Se Gesù non vuole dare una data precisa, almeno dica quale sarà il segno premonitore, per non essere presi alla sprovvista. I segni saranno più di uno: vi saranno eventi terrificanti, quanto di peggio l’uomo possa immaginare. Più che cogliere l’evento che porta alla fine si dovrà comprendere quando un certo spirito è alla sua fine. E’ il venir meno della fede ed il rifiuto di Cristo che giustificherà l’intervento di Dio per l’ultimo giudizio sull’uomo.

8 Egli allora disse: Guardate che non siate ingannati. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: Io sono e: Il tempo è vicino.

Innanzitutto non bisogna lasciarsi trarre in inganno dai falsi profeti. Primo grosso inganno per coloro che vogliono Cristo è proprio questo: c’è la sequela di Colui che è verità e c’è la sequela di uomini che si fanno passare per la Verità. L’affermazione è chiara e potrebbe anche suonare così: verranno molti falsi Cristi. Ragionando col senno di poi ci chiediamo chi siano questi uomini. Nessun uomo nella storia si è mai fatto passare per Cristo: quando si parla di Gesù e del Salvatore si intende l’unico e medesimo uomo Dio, storicamente apparso e conosciuto. Truffe così grossolane e maldestre si smascherano da sole e non rappresentano certo un problema, né possono in qualche modo attirare chi ha fede in Gesù.

L’inganno è più velato e più sottile. Questi agenti del Diavolo non si fanno passare per Cristo, piuttosto pretendono di avere l’autorità del Cristo. In quale modo? Innanzitutto dicendo: Io sono.

“Io sono” è il nome dell’unico vero Dio, così come si è fatto conoscere ad Israele. Conclusione: molti uomini avranno la pretesa falsa ed ingannevole di parlare in nome di Dio.

Fatto strano e curioso, allorchè si sarà adempiuta l’ultima profezia con la morte e resurrezione di Gesù, non verrà meno nella chiesa lo spirito profetico riguardo al Cristo, al contrario si accrescerà sempre di più, fino a colmare l’ira divina.

Chi sono allora questi falsi profeti? Tutti quelli che parlano del Figlio in nome del Padre, ma non hanno lo Spirito di Dio. S. Paolo ci viene in aiuto per una migliore comprensione. “si circonderanno di una folla di dottori secondo i loro capricci e si volgeranno a favole”.

E’ questo il primo grande segno premonitore della fine; quando non si corre più dietro alla verità, ma a coloro che hanno pretesa di verità. Se è vero che non cesserà mai la Parola detta in nome di Cristo è altrettanto vero che anche il Satana può parlare sotto le vesti del Cristo. Magari usando la stessa parola di Dio, come ha fatto con Gesù nel deserto.

E’ il primo grande avvertimento: attenti all’inganno ed ai seduttori che parlano in nome di Gesù.

Quale strumento di difesa e quale possibilità di discernimento? Giudicando la parola con la Parola. Non è giustificata l’accettazione acritica di ciò che viene detto in nome di Dio, ma tutto deve essere vagliato e giudicato alla luce della Parola rivelata. Non la conosci? E allora datti da fare ed indossa la corazza del Signore ed impugna le armi che lui ti offre. Non ne andrai fuori con la presunzione di una coscienza che opera in buona fede e neppure con l’obbedienza cieca a tutto ciò che viene insegnato e comandato dagli uomini che sono a capo della chiesa. C’è una responsabilità del singolo anche riguardo alla luce ed alle tenebre. Va ripudiato l’inganno e tutto ciò che non è conforme alla Parola così come è stata scritta.

e: Il tempo è vicino.

Altro aspetto della falsa profezia: il chiodo fisso della preveggenza e di una conoscenza superiore  del proprio tempo. Le grandi analisi e disquisizioni sui tempi non sembra siano una conferma di verità, quanto una tentazione ed un inganno che vengono dal Maligno. Il tempo che va compreso non è quello di tipo cronologico, scandito dal succedersi delle vite e neppure quello della propria generazione, quanto piuttosto quello che ci lega alla nostra generazione: il nostro tempo individuale, ovvero come ci poniamo e come siamo trovati in rapporto a Cristo. Il discorso riguardo al Cristo ed in nome di Cristo deve toccarci in concreto nella nostra individualità, non in astratto come genere.

Molto si dice all’uomo in nome di Gesù; quanto è detto al nostro uomo? Un annuncio che non ha risonanza nel cuore dei singoli, può ammantarsi di belle parole e di ogni pretesa verità. Non genera una nuova vita e neppure l’aspettativa di quella eterna.

Niente di più paradossale e di assurdo di una predicazione il cui risultato è la mancanza di fede nella vita eterna. Se ne parla, è vero, e molti dicono pure che la fine è vicina. Ma quale aspettativa della venuta del Signore? Non si crea la speranza nell’altra vita, annunciando semplicemente che è vicina la fine di questa… Bisogna innanzitutto essere testimoni di verità.

Non andate dietro a loro.

Più che un invito è un avvertimento ed un comando secco e perentorio: Non siamo tenuti ad andare dietro ad ogni uomo che parla in nome di Dio.

9 Ora quando udite di guerre e di rivolte, non siate spaventati:

Scartata la parola dell’uomo, da cui dobbiamo stare in guardia, si potrebbe essere tentati di muoversi in un’altra direzione: verso quella dei fatti e degli accadimenti storicamente rilevanti. Quando si sente parlare di guerre, di distruzioni di massa, di terrorismo folle e cieco, si è tentati di pensare che forse è giunta la fine dei tempi. Esaurita ogni forma di male, quando non si riesce ad immaginare niente di peggiore, si può anche pensare che il mondo non abbia più ragion d’essere. Non è questo il prodotto di una luce che viene dalla fede: è semplicemente il prodotto di uno spavento ingenerato dal male. La fine  che si deve attendere è quella precorsa dalla speranza, non può essere quella creata semplicemente da una situazione di paura.

è necessario infatti che prima avvengano queste cose, ma non è subito la fine.

Quello che l’uomo vede con terrore, per Gesù è semplicemente una necessità. Il peccato  che è nel mondo deve manifestare tutto il suo volto per essere giudicato da Dio in maniera definitiva ed irrevocabile. Il peccato contro Dio è di per sé invisibile, si rende visibile nella violenza dell’uomo contro l’uomo. E’ necessario che ci siano guerre; non per una necessità creata da Dio, ma generata dall’uomo nella sua ribellione a Dio.

La guerra e le guerre non sono di per sé il segno della fine: manifestano semplicemente l’ineluttabilità della fine. Nessuna guerra ci dirà mai di per sé che è arrivata la fine dei tempi, tutte le guerre ed ognuna di esse ci dicono che siamo avviati verso la distruzione totale, per un processo ingenerato e messo in moto da noi stessi, sotto l’impulso del Maligno.

10 Allora diceva a loro: Si leverà popolo contro popolo e regno contro regno,

Guerra su tutti i fronti dunque! Non soltanto guerra tra popoli, ma anche guerre all’interno di uno stesso popolo: perché molti regni si contenderanno uno stesso paese. Se un tempo la contesa era tra più sovrani, oggi a fare la loro parte ci sono  politici e partiti.

11 terremoti grandi e di luogo in luogo ci saranno carestie e pestilenze , ci saranno terrori e segni grandi dal cielo.

Neppure la natura sarà risparmiata. Dovrà manifestarsi chiaramente che anche lei è sottomessa alla vanità, per colpa dell’uomo. Vale lo stesso discorso che abbiamo fatto per le guerre: il segno va considerato nella sua globalità, non nella sua individualità. Tutto è messo al plurale e nulla è detto in particolare, come segno specifico e distintivo.

12 Ma prima di tutte queste cose  metteranno su voi le loro mani e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti ai re e ai governatori a causa del mio nome: 13 risulterà a voi per testimonianza.

Tanti segni ci diranno che la fine deve avvenire; uno solo per noi è garanzia di vita eterna: la persecuzione a cui siamo sottoposti per il Vangelo di Cristo.

Ma prima di tutte queste cose . Non si pone un problema cronologico. E’ sottolineato ciò che ha valore prioritario. Innanzitutto dobbiamo affrontare una persecuzione ed un rifiuto per Cristo. Tanti interrogativi riguardo alla fine non interessano più di tanto. Nulla è più sicuro e più scontato della morte: parlare degli ultimi tempi può anche essere ozioso e fuorviante. Prepariamoci piuttosto alla prova che ci attende: è ormai vicina.

Chi è testimone di Cristo è perciò stesso destinato a subire violenza. Non c’è rispetto o reverenza per un cristiano che non siano sospetti: non siamo graditi al mondo. Si può anche scegliere una vita nel silenzio e nella solitudine, ma non sfuggiremo alle mani dell’uomo.

La persecuzione è a tutti i livelli, a cominciare da quello religioso. La prima grande ostilità sarà da noi trovata proprio all’interno della comunità ecclesiastica. Saremo consegnati al giudizio degli uomini di chiesa e di quelli che in essa hanno autorità. Nessuno si illuda di una comunità solidale con tutti i suoi membri: ci sarà sempre chi viene messo sotto processo o estromesso da questo o quel gruppo e non è detto che sia per torto suo. Non scandalizziamoci e non scoraggiamoci: è predetto dal Signore. Subiremo violenza fisica e psichica, saremo fatti oggetto di dicerie e calunnie infondate, condannati al carcere della non comprensione e della emarginazione.

Tutta la società, in quanto agita dal Satana, sarà solidale nel tentativo di demolizione dell’opera del Cristo. Ma tutto questo, allorchè messo nelle mani del Signore, sarà strumento di evangelizzazione e di salvezza per l’intera umanità. Diventerà occasione per testimoniare il Cristo al mondo intero. La testimonianza cristiana non è semplicemente quella del singolo, prima ancora è quella dell’intero corpo che è la chiesa: travalica ogni spazio ed ogni tempo, è data a tutto il mondo fino alla fine dei tempi.

14 Ponete dunque nei vostri cuori di non premeditare di difendervi:

Di fronte ad un simile preavviso chi non pensa subito alla propria difesa?

E’ nella logica umana: messi in guardia da un pericolo cerchiamo di premunirci contro di esso.

Se il problema fosse innanzitutto nostro e riguardasse noi soli, saremmo in ciò giustificati. Ma tutto questo accade per Cristo e per il suo Vangelo: Lui stesso vuol metterci le mani per difendere ciò che viene dal cielo. La testimonianza che è data per Cristo non è opera nostra, ma opera dello Spirito Santo. Gesù entra in essa in prima persona, per essere unico autore non solo della salvezza, ma anche di ogni strumento per la salvezza. Se vogliamo sbrigarcela da soli, al massimo potremo giocare in difesa. Ma un Dio che riesce solo a difendersi farebbe pessima figura.

15 io infatti vi darò una bocca ed una sapienza a cui non potranno contrastare o contraddire tutti quelli che sono contro di voi.

Chi è attaccato per la Parola, dalla stessa Parola riceverà luce e sapienza per contraddire tutti i suoi oppositori. Quello che esce dalla  bocca, non è questione nostra: è innanzitutto questione dell’eterno Logos di Dio. Allorchè la nostra parola troverà il suo fondamento divino, sarà Cristo Verbo di Dio a parlare in noi. Chi si preoccupa per quello che deve dire, in definitiva confida ancora in se stesso e dimostra una volontà di autonomia e di non sottomissione a Gesù.

Vittoria trionfale ed esaltante agli occhi di tutti dunque? Non è questo quello che importa: saremo trovati vincitori davanti a Dio. C’è anche chi non vuole comprendere e copre di ridicolo la stessa sapienza divina. Benché non abbia ragioni che possano contraddire la Parola si mette contro chi l’annuncia, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

16 Sarete poi consegnati anche dai genitori e dai fratelli e dai parenti e amici, e ne metteranno a morte tra di voi, 17 e sarete odiati da tutti a causa del mio nome. 18 ed un capello dalla  vostra testa non sarà perduto.

Violenza e rifiuto da parte del mondo, violenza e rifiuto anche da parte dei famigliari che hanno lo spirito del mondo.

17 e sarete odiati da tutti a causa del mio nome

Affermazione forte che dovrebbe farci riflettere. Quando tutti parlano bene di noi e nessuno ci fa guerra a causa del Vangelo, forse tanto veri non siamo.

18 ed un capello dalla  vostra testa non sarà perduto.

Dopo l’amaro il dolce, dopo l’annuncio che mette tristezza quello che dà gioia e consolazione. Niente di quello che è sofferto per Cristo può essere una perdita: tutto sarà un guadagno in Lui e per Lui.

19 Con la vostra pazienza guadagnate le vostre anime.

Se è vero che l’anima ci è stata guadagnata da Cristo, è altrettanto vero che Gesù nulla può fare senza di noi. E’ chiesta la nostra pazienza, perché diventi attuale nel tempo della nostra vita quella salvezza che Gesù ha già attuato nel tempo della sua venuta.

20 Ora quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che è vicina la sua devastazione.

Quale sarà il segno chiaro ed inconfutabile della distruzione di Gerusalemme? Quando la vedrete circondata da eserciti. Risposta ovvia e scontata. E’ come dire: Capirete quale è il tempo della devastazione, quando la vedrete sotto i vostri occhi. Come profezia non è il massimo per l’aspettativa dell’uomo, ma è in linea con lo spirito di tutte le profezie. Si comprendono col senno di poi e soltanto allorchè si adempiono.

Ma il discorso di Gesù riguardo alla distruzione di Gerusalemme sarebbe di per sé assai poco significativo se non fosse inserito in uno più ampio che riguarda la fine del mondo.

Per un ebreo saldamente attaccato alla tradizione ed alla fede del proprio popolo era impensabile un mondo senza Gerusalemme città santa di Dio. La fine di Gerusalemme doveva significare per forza di cose la fine dell’umanità tutta. Nessuna meraviglia: i Romani stessi pensavano che la fine di Roma sarebbe stata la fine del mondo.

Gesù fa proprio questo luogo comune della mentalità ebraica per allargare il discorso della distruzione di Gerusalemme a quello della fine del mondo e della venuta ultima del Figlio di Dio per il giudizio universale. Non solo:  Gesù che viene nell’ultimo tempo è lo stesso Gesù che viene nel tempo della nostra morte. L’attesa che conta in definitiva è sempre la stessa. 

21 Allora quelli in Giudea fuggano nelle montagne e quelli in mezzo ad essa escano e quelli nei campi non entrino in essa,

Giudea propriamente è la terra eletta di Dio; quelli che si trovano in essa fuggano in un luogo più alto. Non giova rifugiarsi nel Patto antico, bisogna volgere gli occhi  al cielo, illuminati dal Nuovo  Patto. Chi è ancora nello spirito della Legge ne venga fuori e chi è già in campo per la salvezza non entri nell’Alleanza Antica.

22 poiché essi sono giorni di vendetta per compiere tutte le cose scritte.

Il giorno del giudizio è anche giorno di vendetta in cui si devono compiere tutte le cose scritte. Compimento della Scrittura è il Verbo di Cristo. Pensate a Lui e guardate solo a Lui, non è più tempo di dubbi, incertezze, riflessioni critiche: è tempo di scegliere il Dio che viene nella gloria per giudicare ogni uomo.

23 Guai alle donne che hanno in ventre ed alle allattanti in quei giorni: sarà infatti tribolazione grande sulla terra ed ira a questo popolo.

Nel tempo della fine nessuna gioia ci può essere per la vita che è in grembo: non vedrà la luce del sole. Per chi ha ancora aspettative riguardo a questa mondo tutto sarà più difficile e doloroso. Vedrà non solo la fine della propria vita, ma anche quella dei propri figli.

24 E cadranno per bocca della spada

Spada affilata è la Parola che esce dalla bocca di Dio: dona la vita ma dà anche la morte.

e saranno fatti prigionieri in tutte le genti, e Gerusalemme sarà calpestata dalle genti, finchè non siano compiuti i tempi delle genti.

Israele primizia di ogni popolo sarà schiava di tutti gli altri popoli, Gerusalemme luce del mondo sarà calpestata dalle genti. E non per un tempo, ma fino alla fine dei tempi, quando ci sarà il giudizio ultimo di Dio.

25 E vi saranno segni nel sole e nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia delle genti in disagio per il fragore del mare e dei flutti, 26 verranno meno gli uomini dalla paura e per l’aspettazione delle cose venienti al mondo, infatti le potenze dei cieli saranno scosse.

La fine di Gerusalemme appare sempre più chiaramente come la fine del mondo: eventi diversi collocati in tempi diversi, ma riconducibili ad un  unica lettura spirituale.

Sarà il tempo in cui svaniranno i valori terreni in cui l’uomo confida: l’amore per i figli, l’elezione divina,  il culto di Gerusalemme,  il sogno di un mondo migliore nella pace e nella concordia. Vi saranno segni negli astri,  non per rassicurare l’uomo, ma per incutergli terrore. Sulla terra saranno sconvolte le potenze dei mari e gli uomini cadranno sotto il peso dell’angoscia per le cose che si preannunciano imminenti. Non si potrà più sperare nelle potenze dei cieli, perché anch’esse saranno sconvolte. Di quali potenze si parla? Di quelle degli angeli o di quelle dei demoni? Noi pensiamo si parli delle potenze del male, che dovranno mostrare all’uomo la loro vera faccia e non potranno più ingannarlo con il loro spirito di seduzione. Cadrà qualsiasi aspettativa per il futuro, qualsiasi illusione ed inganno; allora veramente non ci saranno occhi se non per Cristo.

27 E allora vedranno il figlio dell’uomo veniente in una nube con potenza e gloria grande.

Nessun uomo potrà sfuggire al confronto con il Figlio di Dio che viene  per giudicare ogni carne, con la potenza e la gloria che sono nell’alto.

28 Ora incominciando ad accadere queste cose drizzatevi e levate in alto le vostre teste, perché la vostra liberazione è vicina.

Disperazione ed angoscia per chi non crede in Cristo,  tempo di riscatto e di eterna redenzione per chi aspetta la sua venuta. Coloro che camminano curvi sotto il giogo del Satana si mettano ritti e levino in alto la testa umiliata. E’ vicina la liberazione dal male e da tutto ciò che il male porta con sé.

29 E disse a loro una parabola: Guardate il fico e tutti gli alberi: 30 quando germogliano già, vedendo, da loro conoscete che l’estate è già vicino. 31 Così anche voi, quando vedete accadere queste cose, conoscete che è vicino il regno di Dio.

Attenti a discernere con retto giudizio: non stiamo parlando di altri tempi e di un altro tempo. La fine di tutte le cose è già venuta: ogni uomo la conoscerà. E’ poi così importante fare distinzione fra venuta e venuta del Figlio di Dio? Il suo regno è alle porte, i segni  ci sono già tutti.

32 Amen dico a voi che non passa affatto questa generazione finchè tutte queste cose avvengano.

Di quale generazione si parla? Della generazione di quei tempi e della generazione di tutti i tempi. La salvezza è già in atto e tutto volge verso l’epilogo finale.

33 Il cielo e la terra passeranno, le mie parole non passeranno affatto.

Ciò che è detto a voi è detto anche a chi verrà dopo di voi. E’ sempre l’unica e medesima parola che annuncia l’unica e medesima salvezza. Dopo la venuta del Salvatore non c’è più generazione che si ponga rispetto a Dio in un’ottica particolare e diversa.

34 Ora state attenti a voi stessi affinché non si appesantiscano i vostri cuori in ubriacature e troppo bere e preoccupazioni della vita e sopraggiunga su voi improvvisamente quel giorno 35 come un laccio:

Nessuno dunque si addormenti e si assopisca nel tempo dell’attesa: quel giorno verrà per tutti. Siete attesi al laccio uno per uno: impossibile evitare il confronto finale con Cristo. Voglia il cielo che siate trovati conformi alla volontà del Signore.

Infatti verrà sopra a tutti i sedenti sulla faccia di tutta la terra.

Quale uomo potrà mai sfuggire alla morte? E’ questo innanzitutto quello che importa considerare.

36 Vigilate allora in ogni tempo pregando affinché abbiate la forza di sfuggire tutte queste cose che stanno per accadere  e di stare di fronte al figlio dell’uomo.

Bisogna dunque vigilare in ogni tempo e non soltanto in quel tempo, perché ogni mortale vedrà la sua parte di mali e di sofferenza. Senza l’aiuto del cielo non potremo reggere alla prova: impossibile sfuggire alle cose che stanno per accadere, è possibile sfuggire al male che portano con sé. Bisogna mettersi nelle mani del Figlio e stare di fronte  a Lui, per essere afferrati dalla sua mano potente, nel tempo opportuno.

37 Era poi di giorno insegnante nel tempio, ma la notte essendo uscito pernottava all’aperto sul monte chiamato degli Ulivi.

Non prende riposo e non si assopisce il re d’Israele: di giorno insegna nel tempio, di notte prega all’aperto sul monte chiamato degli Ulivi. Quando il tempo stringe non bisogna perdere tempo.

Gesù insegna col le sue parole, ma anche con l’esempio della sua vita.

38 E tutto il popolo era di buon mattino presso di lui nel tempio per ascoltarlo.

La Parola di Gesù ha un effetto trascinante: di buon mattino tutto il popolo è già nel tempio per ascoltarlo. E’ la stessa folla che chiederà la sua morte? Può essere: quel che è certo è che nessuno può sfuggire al confronto con la Parola del Cristo.