Introduzione

 

Ai fratelli e alle sorelle che ancora vengono a farci visita sul nostro blog di Esegesi delle Scritture, pace e benedizione dal nostro Signore Gesù Cristo.

Sono ormai da più di due anni che il blog da noi voluto  e creato può definirsi spento, per non dire morto.

E  non sarebbe certo ragionevole voler far risuscitare i morti, se non ci venissero, da alcuni, segni di vita e di speranza. E questo nonostante tutte le ambiguità e le contraddizioni che hanno segnato un cammino di evangelizzazione, che nelle nostre intenzioni aveva pretese minime: un semplice  desiderio di mettere in comune, in forma anonima, alcune  esegesi bibliche, per creare un dialogo sereno e fraterno con tutti coloro che cercano il Signore; nessuno escludendo in maniera aprioristica, ma includendo tutte le professioni che si possono dire cristiane.

Essendo noi debitori di tutto a tutti, avendo largamente attinto nella nostra formazione spirituale a scritti non solo di cattolici, ma anche di protestanti e di ortodossi, tutto vagliando attentamente e ritenendo ciò che vi abbiamo trovato di vero, santo e buono, secondo l’insegnamento dell’apostolo Paolo, pensiamo sia giusto e doveroso un ritorno allo spirito iniziale del blog.

Alcune spiegazioni e precisazioni sono dovute a chi ancora ci segue.

Parlando col senno di poi alla luce dei fatti e della passata esperienza è emerso quanto segue.

È difficile per non dire impossibile dialogare in maniera adeguata via internet con i fratelli protestanti ed ortodossi.

Le ragioni della diversità sono talmente complesse e talvolta così sfumate che la maggior parte dei nostri interlocutori non ha le conoscenze bibliche e storiche per sentirsi coinvolta in maniera serena e costruttiva.

Ognuno difende le proprie posizioni all’inverosimile. Più si dialoga e si approfondisce, più si allarga il solco di divisione. E questo dicasi per coloro che si pongono all’esterno della Chiesa cattolica e vedono in essa non soltanto errori dottrinali, ma addirittura un’opera dell’Anticristo.

Giudizio frettoloso ed infondato che mina alla radice la possibilità di un confronto sereno, in amore e verità.

Più sfumato il contrasto con la chiesa ortodossa la cui separazione da Roma, ha radici storiche profonde che non si possono misconoscere.

Se la divisione è un dato storicamente innegabile, questo non giustifica una mancanza di buona volontà, perché la chiesa abbia una sola guida ed un solo pastore anche su questa terra, conforme alla preghiera di Gesù.

La Chiesa non è semplicemente un dato è anche un fatto, una realtà in divenire verso quella santità e perfezione che è voluta dal nostro Signore Gesù Cristo.

Non c’è altra via di dialogo con i fratelli protestanti ed ortodossi, se non in approfondimento critico delle Scritture, non quello che ci viene da storici, antropologi, letterati, ma da spiriti illuminati dal Signore, che hanno fatto della Parola di Dio il proprio cibo quotidiano in una continua ed incessante ruminatio.

Non si può e non si deve ignorare per l’intelligenza delle Scritture l’apporto dei cristiani che ci hanno preceduto. Se non si accetta l’autorità della Tradizione si deve pur riconoscere che non c’è rapporto così personale con la Bibbia che non passi attraverso un insegnamento   dato dalla comunità di fede.

Neppure potremmo leggere le Scritture se qualcuno non ce le avesse tramandate. E non ci sono state tramandate sic et simpliciter, ma con una intelligenza delle stesse, che ha portato ad un “credo” comunemente condiviso dalla Chiesa, fin dalle origini.

Noi crediamo tuttavia che un dialogo sia ancora possibile, ma soltanto attraverso una lettura approfondita e non superficiale della Parola di Dio.

Se le parole ci dividono,la Parola ci unisce. Dobbiamo comprenderne l’altezza, la larghezza e la profondità, in uno spirito di umiltà e di preghiera, di conoscenza allargata. Dobbiamo accogliere  ogni motivazione e spiegazione logicamente fondata, in un confronto sereno e aperto, senza pregiudizio alcuno riguardo a colui che è ascoltato e vissuto come “dalla parte opposta”.

Nessun autentico cristiano è alla ricerca di allori o di facili consensi da parte degli uomini. E la nostra lotta non è contro coloro  che amano la Verità, se pur sono da noi trovati in punto e in un’ottica diversa, ma contro i principati e le potestà di questo mondo, che  tengono schiava l’umanità nel peccato e nell’inganno, per condurla a perdizione.

Per quel che riguarda i fratelli e le sorelle che si dicono cattolici il discorso è più complesso.

È innegabile che la Chiesa cattolica, come le altre del resto, sta attraversando un periodo di profonda crisi spirituale. Si attacca la  stessa autorità del vescovo di Roma.

Il Santo Padre ha messo in guardia dai pericoli che vengono alla Chiesa da filosofie e correnti di pensiero moderno: in particolare modo, il relativismo, l’individualismo, il sincretismo religioso.  Tanto è bastato perché si creasse intorno a lui un muro di silenzio, un’ostilità neppur pacata e velata, accuse infamanti del tutto infondate.

C’è addirittura chi contrappone la sua figura di uomo chiuso ed ostile ad ogni rinnovamento a quella del suo predecessore, vessillifero di un cristianesimo moderno e popolare, aperto al dialogo con tutti, autentico interprete di quello spirito di novità portato nella chiesa dall’ultimo Concilio.

Non vogliamo fare polemiche ed addentrarci in analisi critiche che lascerebbero l’amaro in bocca.

Vogliamo soltanto ricordare il monito del Signore: “Guai, quando di voi tutti gli uomini diranno bene: allo stesso modo infatti facevano i padri vostri ai falsi profeti”. ( Luc.6,26 )

In quest’ottica la persona di Benedetto XVI meriterebbe maggiore attenzione e considerazione, sia per quel che va dicendo sia per quel che va facendo.

È più facile riempire le piazze che riempire le chiese. È più facile, tutti comprendere, tutti scusare e giustificare, che portare luce, ordine, pulizia nella casa del Signore.

È più facile lasciarsi trasportare dalla corrente, che navigare in senso contrario per recuperare i tesori nascosti della Chiesa.

E quali sono questi tesori nascosti se non quelli della santa Tradizione?

Nessun cristiano forse oserebbe mai mettere in discussione l’importanza della Tradizione. Ma una domanda s’impone: quale tradizione?

Quella scritta con la maiuscola,  che porta il nome dei grandi Padri della Chiesa e dei decreti dei Concili che si sono succeduti nel tempo, o quella con la minuscola, creata da cristiani non illuminati che attingono a fonti non riconosciute dalla Chiesa e che vanno oltre e fuori dal suo insegnamento?

E si noti bene: nessun papa di per sé solo è garanzia di una fedele custodia della Tradizione, se non in comunione con tutti i vescovi di ogni tempo e di ogni luogo, in un’unica sottomissione all’unica Parola rivelata.

La chiesa oggi più che mai è diventata terra di saccheggio da parte di gruppi e di movimenti che non si rifanno direttamente alla Parola rivelata, ma a quella di visionari, carismatici, santoni.

Se la fede viene dall’ascolto e l’ascolto dalla Parola di Dio, non è Parola di Dio se non quella che ha nome di Rivelazione e che è stata tramandata dalla Chiesa, conforme all’annuncio fatto dai dodici apostoli.

Guai a chi aggiungerà o toglierà qualcosa alla Parola della vita. Sono le ultime Parola della Scrittura. Non c’è altra novità all’infuori dell’ultima novità che ha nome di Cristo. La Rivelazione è già finita e compiuta con la morte dell’ultimo apostolo.

Come giustificare tanti movimenti che si dicono ecclesiali e che fanno capo a persone consacrate, i quali fanno annuncio di parole suggerite da veggenti o da figure carismatiche che hanno il dono della così detta locuzione interiore?

Non si tratta di fatto di una seconda Rivelazione che avrebbe la pretesa di correre parallela alla prima, ignorandone però la portata e rifiutando qualsiasi invito alla lettura e alla meditazione delle Sacre Scritture?

Vuoi trovare delle persone che non hanno alcuna volontà ed alcun desiderio di conoscere la Parola di Dio? Cercale tra i vari gruppi del rinnovamento dello spirito, tra carismatici  o neocatecumeni.

Impressionante lo zelo fanatizzante dei loro incontri, ancora più impressionante l’ignoranza della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa.

Bastano pochi canti ballerini, alcune invocazioni allo Spirito Santo con il dono delle lingue, che altro non è se non lallazione infantile, qualche oculata caduta per terra, qualche rosario, ed ecco il miracolo della vita nuova. 

Tutto facile e alla portata di mano di tutti, anche dei più superficiali e dei meno impegnati, che finalmente hanno trovato la via giusta per una grazia a poco prezzo e possono pure permettersi di irridere ad ogni richiamo alla Parola di Dio e alla Tradizione della Chiesa.

“Bisogna essere ciechi per non vedere quanta grazia, quanti miracoli, quanti carismi, attraversano questi gruppi. È giunto il tempo di un’epoca nuova, di una pienezza e di una grazia mai conosciuta dalla Chiesa.” Tanto meglio se si tira in ballo anche la Madonna e un moltiplicarsi di sue apparizioni in tutto il mondo.

E neppure si aspetta un giudizio da parte della Chiesa, ma ogni giudizio è anticipato e scavalcato da un’intelligenza spirituale superiore, data ad alcuni e non all’intero corpo di Cristo.

Chiunque può dire: Cristo ha detto, la Madonna ha detto.  È forse superato il “sta scritto, sta scritto, sta scritto”, l’arma più potente contro il Satana che anche Gesù ha fatto propria?

“Quand’anche un angelo venuto dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso dal mio sia per voi anatema”. ( lettera ai Galati )

Sola la Parola di Dio ha valore sacramentale ( lo dice la chiesa ): qualsiasi altra parola si pone su di un piano diverso che non è quello della grazia santificante.

I visionari, nel migliore dei casi, ci possono anche esortare a leggere la Parola ma non portano con sé e non comunicano la potenza della Parola:  nel peggiore dei casi esprimono la potenza deviante del Satana dall’unica Parola che è Verità.

Siamo consapevoli di tutto ciò e di quale terribile inganno stia attraversando la Chiesa tutta?

È pure scritto:

“Guardatevi dai falsi profeti: dalle loro opere li riconoscerete”. E dove mai vediamo queste opere, nelle folle che accorrono o nei visionari?

Per quel che riguarda queste folle: c’è poco da stare allegri! Con tutto l’amore ed il rispetto che è dovuto alle persone semplici e non istruite.

E per quel che riguarda i visionari? Nessuna obbedienza alla Chiesa, nessun voto di castità o di povertà, ma una vita da piccole stars, con generosi introiti dalle offerte e con apparizioni in pubblico nei palasport o luoghi di spettacolo.

Più che da sperare c’è da piangere. Meglio ascoltare le parole del Santo Padre che inseguire messaggi affidati ai quattro venti, che non si sa dove vengono, ma ben si capisce dove portano. Nella Babele più completa delle lingue e dei cuori, cristiano contro cristiano, gruppo contro gruppo.

Molto avremmo da dire essendo stati coinvolti personalmente contro la nostra volontà in questa deriva mariana.

Ma se è vero che la polemica alimenta e cementa le divisioni, questo basti: intelligenti pauca.

Per quel che ci riguarda il danno è stato grande non solo in senso morale, ma anche materiale. Ingannati da quelli della prima ora, depredati di tutto, raggirati con ogni inganno e falsità, avremmo certamente desiderato tutto abbandonare e trascorrere gli ultimi anni della nostra vita in preghiera e in solitaria meditazione della Parola di Dio: beata solitudo, sola beatitudo. Niente di più vero e di più bello, nonostante le voci che vanno in senso contrario e finiscono per trascinare con sé, ma solo per comunicare il nulla di una vita vuota ed insipiente.

È tempo di preghiera e di meditazione seria ed approfondita delle Sacre Scritture: diversamente saremo tutti dispersi fra le genti che vivono senza Dio, privati della Parola di verità, incapaci di un autentico e fondato annuncio di vita nuova.

“Non desiderare una moltitudine di figli buoni a nulla, non gioire per figli empi. Se aumentano di numero non gioire, se sono privi del timore del Signore. Non confidare su una loro vita lunga e non fondarti sul loro numero, poiché è preferibile uno a mille e morir senza figli che averne degli empi. La città potrà ripopolarsi per opera di un solo assennato, mentre la stirpe degli iniqui sarà distrutta.” ( Sir. 16, 1-4 ).

Qualcuno ha risentimento con Cristoforo perché ho sospeso ogni  collaborazione con la radio? Per quale ragione?

Perché è stata persa la simpatia di migliaia e migliaia di ascoltatori, desiderosi di ascoltare la voce dell’uomo e delle sue testimonianze, persone che nessun interesse hanno dimostrato per la Parola di Dio e nessun contributo hanno dato per una sua comune e più approfondita conoscenza?

Non c’è peggior modo di rendere onore a Dio che parlare di se stessi e delle proprie esperienze, dando pubblico sfogo al sentimento più immediato del cuore, che non è mai quello che viene da un’autentica risurrezione in Cristo.

Non c’è peggior modo di commentare le Scritture che lasciar spazio ad un pensiero improvvisato, non illuminato e fortificato dalla preghiera e dalla meditazione.

Di radio Mariane ce ne sono anche troppe: siamo stati ingannati e raggirati.

Vadano avanti altri, che credono in queste cose.

Dove sono finiti i fratelli entusiasti di Medjugorie? Perché non hanno accettato un serio ed onesto confronto, dopo averci trascinato con l’inganno in un fideismo che non abbiamo mai condiviso, ma col quale abbiamo pure accettato di confrontarci?

Voglia il cielo che qualcuno si faccia vivo ed accetti un dialogo in amore e verità, riconoscendo e vagliando attentamente i segni che ci sono venuti dal cielo: segni chiari, forti, indiscutibili, ma di matrice diabolica.

Chi può comprendere, comprenda: gli altri non si spaventino.

Il tempo manifesta quel che vale l’opera di ognuno ed il demonio sarà alla fine sbugiardato. Ma intanto?

Sta mietendo vittime e molti cadono sotto la sua falce.

E se saranno dati i segni permanenti da tempo promessi e conclamati, che ne sarà di Cristoforo e di quelli come lui che apertamente hanno preso posizione contro?

Sta scritto: “Una generazione  perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non quello di Giona”. ( Mt. 16,4 )

Il segno di Giona, ovvero la morte e risurrezione di Gesù è già stato dato. Nessun altro segno può avere importanza e valore salvifico.

Quand’anche a Medjugorie fosse dato il segno permanente tanto atteso, cambierebbe qualcosa nella nostra vita?

Nel migliore dei casi sarebbe un segno del giudizio divino, nel peggiore un inganno del Satana… perché è scritto riguardo ai falsi profeti degli ultimi tempi che faranno segni da sedurre, se fosse possibile, gli stessi eletti.

Guardiamo, contempliamo, il volto di Colui che abbiamo trafitto; il resto non ha importanza.

È questa la profezia che si deve avverare per noi, in ciascuno di noi.

Come concludere dunque se non con un invito a tutti coloro che hanno volontà di ascolto perché la Parola di Dio sia messa in alto, al di sopra di ogni ascolto?

La chiesa ormai è piena di ascoltatori che stanno vogando verso la deriva.

Abbiamo parlato di un malsano culto di Maria, non conforme a quello della Tradizione, che vuole la piena di grazia, come Colei che custodisce le cose di Dio nel silenzio del proprio cuore.

Dovremmo parlare di altre derive della fede, come quella social politica.

Il rapporto unico ed esclusivo della creatura con il Creatore è soppiantato da un preminente rapporto dell’uomo, con l’uomo. Si parla di Dio, è vero, di un Dio che è amore, ma svuotando l’amore di ogni fondamento personale, riducendolo a un semplice attributo divino, ignorando la sua realtà sostanziale.

Tutta la fede si alimenta e cresce in una dimensione puramente orizzontale dell’esistere, dove Cristo non è innanzitutto l’uomo per Dio, ma il Dio per l’uomo, a suo uso e consumo, per un mondo migliore, per un comune benessere.

È annullata ogni tensione alla vita eterna, tutto si deve compiere e consumare qui ed ora. E se ciò non avviene si può anche lasciar spazio e libero sfogo alla violenza , che non è solo quella del parlare e del sabotare, ma anche quella delle marce della pace, delle proteste disarmate.

E quel che è ancora peggio il far politica in modo cristiano, per aver successo, perché è questo che conta, giustifica alleanze esterne, con  mentalità e  culture diverse.

Che si stia con la destra o con la sinistra poco importa. L’intento è unico: quello del bene comune; in senso terreno s’intende.

In questo spirito un Don Giussani può anche stare sugli altari con un don Dossetti. Entrambi hanno imboccato, se pur in modo diverso, l’unica via additata dal Vangelo: la lotta per un mondo migliore.

E cosa ne è dell’oggi della nostra vita? Quale risposta ci viene dal cielo? Come possiamo dire che il regno di Dio è già in mezzo a noi, quando ne aspettiamo un altro?

Come giustificare le ambiguità, le contraddizioni e le sofferenze di ogni esistenza terrena, in ogni tempo ed in ogni luogo?

Nella speranza di un mondo migliore che mai viene e mai verrà per tutti? La Redenzione totale e globale dell’umanità è già stata operata dalla morte e  resurrezione di Cristo. Ogni altra attesa è vana: è opera deviante del Satana che crea e alimenta nei cuori speranze false ed infondate.

È stato l’inganno di altri tempi: è il grande inganno dei nostri tempi.

Coloro che cercano un dialogo, una apertura, una collaborazione, una solidarietà a tutti i costi,  per un mondo migliore, devono passare sopra il corpo di Cristo crocifisso.

Finchè il Vangelo sarà annunciato, Gesù sarà pietra d’inciampo per molti e ragione di divisione e persecuzione. “E sarete odiati da tutti per il mio nome”.

Se non è  così, è lecito il dubbio e la domanda: Siamo noi autentici cristiani? Annunciamo il Gesù del Vangelo o un altro Gesù frutto del nostro pensiero e della nostra fantasia?

Potremmo continuare ancora per molto ma è tempo di tirare i remi in barca.

Confidando nell’amore misericordioso del Signore, che non guarda ai nostri peccati ma alla sincerità di una continua e rinnovata conversione, intendiamo proseguire nell’opera intrapresa, se pur con povertà di mezzi ed in scalata solitaria.

Non siamo esperti informatici e questo ci impone forti limitazioni ed il ricorso a tecnici del mestiere.

In quale modo intendiamo procedere nel lavoro di Esegesi?

Proponendo una lettura degli Atti degli Apostoli con un semplice nostro commento, corredato da annotazioni tratte da don Divo Barsotti.

Perché don Divo Barsotti?

Noi riteniamo che assieme a don Umberto Neri sia stato uno dei più illuminati esegeti dei nostri tempi, da noi conosciuti. Siamo a loro debitori non solo di una  evangelizzazione secondo verità , ma anche di una testimonianza di vita che è rimasta integra nel tempo, senza incrinature, fino alla morte. Di questo ringraziamo il Signore.

Altri purtroppo, a noi cari, sono caduti in ambiguità, contraddizioni che ci hanno aperto una ferita nel cuore.

In quanto alla scelta degli Atti  non è casuale, ma dettata dalla volontà di meglio conoscere il primitivo annuncio fatto dagli apostoli e da Paolo, in tutti i suoi aspetti  dottrinali, pratici, relazionali.

Non ci può essere luce per il tempo presente se non attingendo a quella prima luce che da pochi discepoli si è irradiata sui molti, fino ad abbracciare il mondo intero.

Se ci sentiamo soli troveremo che i primi apostoli, Paolo innanzitutto, erano ancor più soli… soli contro tutto e tutti,  in un mondo ostile che li ha perseguitati fino alla consumazione del martirio.

Dal loro esempio attingeremo la forza per un annuncio ed una testimonianza in carità e verità, che nulla concede allo spirito e alla mentalità di questo mondo, ma sempre ed ovunque proclama Cristo Salvatore… in virtù della sua morte e resurrezione.

Se non c’è questa fede, custodita nel profondo del cuore e apertamente conclamata davanti a tutti,  viviamo nell’illusione e nell’inganno diabolico più profondo.

Parallelamente all’esegesi biblica, porteremo avanti un semplice studio critico del Catechismo della Chiesa cattolica, per meglio comprendere le fondate ragioni della nostra fede.

Parola di Dio, dunque e Tradizione della Chiesa, questi i due pilastri del nostro credo.

Non sarà trascurata la preghiera coi salmi, commentati nello spirito dei Padri della Chiesa.

Ascolto, meditazione, preghiera, dunque; ma solo della Parola e con la Parola,  fra le braccia e sulle ginocchia della santa Chiesa, come amava dire sant’Agostino.

Il Signore illumini, conforti, protegga il nostro lavoro per il bene di tutto il Corpo di Cristo.  

 

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